{"id":34537,"date":"2026-09-02T14:58:54","date_gmt":"2026-09-02T12:58:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kp.sik.si\/2026\/09\/02\/peter-pavel-vergerij-st-in-njegovo-delo-o-plemenitih-navadah\/"},"modified":"2026-09-08T14:32:34","modified_gmt":"2026-09-08T12:32:34","slug":"peter-pavel-vergerij-st-in-njegovo-delo-o-plemenitih-navadah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/2026\/09\/02\/peter-pavel-vergerij-st-in-njegovo-delo-o-plemenitih-navadah\/","title":{"rendered":"Pier Paolo Vergerio il Vecchio e la sua opera &#8220;Dei nobili costumi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Che cosa significa educare e formare bene un giovane?<\/strong> \u00c8 una domanda che ci poniamo ancora oggi e che, pi\u00f9 di sei secoli fa, occupava gi\u00e0 <strong>Pier Paolo Vergerio il Vecchio<\/strong>, il pi\u00f9 importante umanista capodistriano e uno dei pionieri della pedagogia umanistica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019inizio del nuovo anno scolastico rappresenta quindi un\u2019ottima occasione per conoscere pi\u00f9 da vicino la sua opera <strong><em>Dei nobili costumi<\/em><\/strong>, nella quale Vergerio riflette sull\u2019educazione, sulla formazione e sulla costruzione del carattere dei giovani. L\u2019opera \u00e8 considerata uno dei testi fondamentali della pedagogia umanistica e, proprio per la sua importanza, viene talvolta definita persino il suo <strong>manifesto<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><em>Dei nobili costumi<\/em><\/strong> \u00e8 stato presentato il 24 marzo 2026 nella Sala di lettura di storia patria della Biblioteca di Capodistria. Ora vogliamo raccontare anche sul nostro sito la storia di questa preziosa testimonianza del nostro patrimonio librario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019opera fu composta tra il 1400 e il 1402, mentre l\u2019incunabolo conservato nella nostra biblioteca, che ne contiene il testo, fu pubblicato nel 1475. Esso fa parte della preziosa collezione <strong><em>Memoria patriae<\/em><\/strong>, sostenuta finanziariamente dal <strong>Comune citt\u00e0 di Capodistria<\/strong> e custodita presso il <strong>Dipartimento di storia patria e patrimonio culturale della Biblioteca di Capodistria<\/strong>. Le tre traduzioni, in sloveno, italiano e inglese, sono state curate da <strong>Tedej Su\u0161elj e Peter \u0160toka<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In occasione dell\u2019inizio del nuovo anno scolastico vi invitiamo dunque a confrontarvi con riflessioni sull\u2019educazione dei giovani formulate pi\u00f9 di sei secoli fa e a chiederci quanto delle idee di Vergerio rimanga ancora attuale ai nostri giorni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Tutte e tre le edizioni linguistiche sono disponibili integralmente in formato PDF:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Edizione slovena:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"https:\/\/d.cobiss.net\/repository\/si\/files\/230850051\/182352\/Vergerio_Interno_SLO_BZ.pdf\/terms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/d.cobiss.net\/repository\/si\/files\/230850051\/182352\/Vergerio_Interno_SLO_BZ.pdf\/terms<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Edizione italiana:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"https:\/\/d.cobiss.net\/repository\/si\/files\/230918915\/182346\/Vergerio_Interno_ITA.pdf\/terms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/d.cobiss.net\/repository\/si\/files\/230918915\/182346\/Vergerio_Interno_ITA.pdf\/terms<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\"><span style=\"font-size: 14pt;\">Edizione inglese:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"https:\/\/d.cobiss.net\/repository\/si\/files\/230919171\/182356\/Vergerio_Interno_ENG_BZ.pdf\/terms\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/d.cobiss.net\/repository\/si\/files\/230919171\/182356\/Vergerio_Interno_ENG_BZ.pdf\/terms<\/a><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<h1><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">Pier Paolo Vergerio e l\u2019educazione dell\u2019uomo libero<\/span><\/strong><\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019ideale educativo di Vergerio va compreso nel pi\u00f9 ampio orizzonte della <em>paideia<\/em> antica, che per gli umanisti rinascimentali rappresentava molto pi\u00f9 della semplice acquisizione di singole conoscenze e competenze. L\u2019educazione non aveva soltanto lo scopo di far s\u00ec che l\u2019uomo sapesse qualcosa, ma soprattutto di formarlo affinch\u00e9 diventasse un determinato tipo di persona. Nel trattato vergeriano <em>De ingenuis moribus et liberalibus studiis adulescentiae<\/em>, destinato al giovane principe Ubertino da Carrara, \u00e8 quindi centrale la formazione del carattere. La storia, la filosofia morale, la retorica e le altre discipline liberali acquistano senso nella misura in cui trasformano l\u2019uomo e lo preparano a una vita virtuosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In questo senso il progetto di Vergerio pu\u00f2 essere accostato alla concezione platonica dell\u2019educazione. Nella <em>Repubblica<\/em>, Platone descrive l\u2019educazione attraverso il concetto di <em>periagoge<\/em>, come una sorta di \u00abconversione\u00bb dell\u2019anima. Secondo questa concezione, l\u2019educazione non conferisce all\u2019uomo una vista che prima non possedeva, ma orienta il suo sguardo nella direzione corretta. \u00c8 l\u2019intero essere umano che deve essere rivolto dalle ombre verso la luce, dall\u2019apparenza verso la verit\u00e0. Sebbene Vergerio non descriva il proprio programma educativo mediante il termine tecnico di <em>periagoge<\/em>, la sua pedagogia umanistica pu\u00f2 essere interpretata in un senso analogo. Lo scopo dello studio non \u00e8 soltanto che Ubertino conosca la storia o padroneggi bene il latino, ma che l\u2019incontro con gli esempi dei grandi uomini, con la filosofia morale e con l\u2019arte oratoria lo trasformi gradualmente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se dunque un giovane legge i racconti delle imprese eroiche degli uomini dell\u2019antichit\u00e0, non lo fa semplicemente per conoscere il passato. La storia possiede una funzione morale e pedagogica, perch\u00e9 offre esempi che possono essere ammirati, imitati oppure respinti. L\u2019uomo deve ricavare dalla storia criteri per orientare il proprio agire. In questo modo la conoscenza diventa uno strumento per la formazione del carattere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In questo quadro \u00e8 possibile tenere presente anche lo sfondo platonico, ma occorre evitare di attribuire direttamente a Vergerio categorie che appartengono a Platone. Vergerio ebbe accesso al mondo intellettuale greco anche attraverso Manuele Crisolora, che dal 1397 insegn\u00f2 greco a Firenze e svolse un ruolo decisivo nel rinnovato interesse degli umanisti italiani per la filosofia greca. Proprio negli anni in cui prendeva forma il trattato di Vergerio comparvero anche i primi tentativi di traduzione latina della <em>Repubblica<\/em> di Platone. \u00c8 quindi pi\u00f9 corretto parlare di un pi\u00f9 ampio orizzonte platonico, piuttosto che affermare che Vergerio abbia costruito direttamente la propria pedagogia sulla teoria platonica dell\u2019anima.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 interessante osservare come, per Vergerio, l\u2019educazione abbia inizio gi\u00e0 nelle decisioni dei genitori. Essi devono dare al figlio un nome onorevole, del quale egli non debba in seguito vergognarsi. Il nome assume cos\u00ec gi\u00e0 una funzione educativa simbolica. Inserisce l\u2019individuo in una determinata tradizione familiare, sociale e morale. In ci\u00f2 possiamo scorgere qualcosa di simile al principio <em>nomen est omen<\/em>: il nome ricorda all\u2019individuo ci\u00f2 che \u00e8 chiamato a diventare e l\u2019eredit\u00e0 alla quale appartiene. Vergerio, tuttavia, non sviluppa una vera e propria teoria del nome inteso come programma morale. L\u2019elemento essenziale \u00e8 piuttosto la sua convinzione che anche il nome faccia parte dell\u2019onore dell\u2019individuo e della sua stirpe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019onore \u00e8 importante per Vergerio perch\u00e9 l\u2019uomo non esiste come individuo completamente isolato. Le sue azioni parlano anche della famiglia e della comunit\u00e0 cui appartiene. Il suo carattere \u00e8 quindi, sin dall\u2019inizio, inserito in un pi\u00f9 ampio contesto sociale e politico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Da qui si apre la possibilit\u00e0 di un confronto con il rapporto che Platone stabilisce tra l\u2019uomo e lo Stato. Nella <em>Repubblica<\/em> Platone distingue tre parti dell\u2019anima. La parte razionale, il <em>logistikon<\/em>, deve governare; la parte animosa e coraggiosa, il <em>thymoeides<\/em>, deve esserne alleata; la parte desiderante, l\u2019<em>epithymetikon<\/em>, \u00e8 invece legata ai desideri e ai piaceri del corpo. La giustizia nell\u2019uomo si realizza quando ciascuna parte svolge il proprio compito e la ragione conserva la funzione di guida. Una struttura analoga vale anche per lo Stato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Vergerio non costruisce il proprio sistema direttamente su questa psicologia tripartita, ma il suo ideale di dominio di s\u00e9 pu\u00f2 essere letto attraverso una simile prospettiva platonica. L\u2019uomo educato \u00e8 colui che sa governare se stesso. La sua vita non \u00e8 abbandonata all\u2019anarchia dei desideri del momento. Non agisce semplicemente perch\u00e9 in un dato istante vuole qualcosa, ma sa subordinare i propri desideri alla ragione, alla virt\u00f9, all\u2019onore e al bene comune.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel linguaggio di Platone potremmo dire che uno dei pericoli che minacciano l\u2019uomo consiste in una sorta di \u00abdemocrazia interiore\u00bb, nella quale tutti i desideri rivendicano lo stesso diritto a essere soddisfatti. Platone avverte che una simile condizione pu\u00f2 infine generare la tirannide, poich\u00e9 l\u2019individuo finisce per essere dominato dalla passione pi\u00f9 forte e sfrenata. Il tiranno \u00e8 quindi, paradossalmente, l\u2019uomo meno libero di tutti: esteriormente domina gli altri, ma interiormente \u00e8 schiavo del desiderio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019ideale vergeriano dell\u2019uomo libero pu\u00f2 essere inteso come l\u2019opposto di questa condizione. Libero \u00e8 l\u2019uomo che sa governare se stesso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Questo ordine interiore, tuttavia, non \u00e8 qualcosa con cui l\u2019uomo semplicemente nasce. \u00c8 qui che la pedagogia di Vergerio si avvicina alla concezione aristotelica della virt\u00f9. La natura offre all\u2019uomo determinate capacit\u00e0 e inclinazioni, ma da esse deve ancora formarsi il carattere. Nell\u2019<em>Etica Nicomachea<\/em> Aristotele sottolinea che le virt\u00f9 morali si acquisiscono attraverso l\u2019azione. Diventiamo giusti compiendo azioni giuste, coraggiosi agendo con coraggio, temperanti esercitando la temperanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel linguaggio aristotelico possiamo parlare di <em>hexis<\/em>, nella tradizione latina di <em>habitus<\/em>. Si tratta di una disposizione stabile che, attraverso la ripetizione, diventa quasi una seconda natura. La virt\u00f9 non \u00e8 soltanto un pensiero corretto, ma un modo di essere. L\u2019uomo deve esercitarsi nel bene fino a quando il buon agire non diventa parte di lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Proprio per questo la questione degli studi liberali, gli <em>studia liberalia<\/em>, \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di ci\u00f2 che oggi intendiamo comunemente per istruzione. Il concetto stesso \u00e8 legato all\u2019uomo libero, all\u2019<em>homo liber<\/em>. Vergerio sottolinea che gli studi liberali sono degni di un uomo libero. Il loro scopo non \u00e8 soltanto l\u2019utilit\u00e0 professionale, ma il perfezionamento dell\u2019uomo stesso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel pi\u00f9 ampio retroterra antico di questo concetto \u00e8 interessante anche l\u2019etimologia della parola scuola. Il termine greco <em>schol\u0113<\/em> indicava originariamente il tempo libero, la pausa, ovvero un tempo non interamente subordinato alle necessit\u00e0 immediate della vita. Da qui si svilupp\u00f2 progressivamente il significato di tempo dedicato allo studio e alla contemplazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per Aristotele questa distinzione \u00e8 fondamentale. Il lavoro appartiene alla sfera della necessit\u00e0, poich\u00e9 l\u2019uomo deve provvedere ai bisogni della vita. Ma il fine dell\u2019esistenza non pu\u00f2 consistere soltanto nel lavoro. L\u2019uomo lavora anche per poter disporre del tempo necessario a quelle attivit\u00e0 che vengono svolte per se stesse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Gli studi liberali, dunque, non furono storicamente concepiti soprattutto come una preparazione alla mera sopravvivenza. Erano studi adatti a chi disponeva della possibilit\u00e0 di dedicare la propria vita alla formazione dell\u2019intelletto e del carattere. Un simile ideale era naturalmente legato anche alle gerarchie sociali del mondo antico e medievale, ma il suo significato filosofico \u00e8 pi\u00f9 ampio: l\u2019uomo veramente libero non \u00e8 semplicemente colui che pu\u00f2 fare ci\u00f2 che vuole, bens\u00ec colui che \u00e8 capace di governare se stesso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il tempo dedicato allo studio, quindi, non \u00e8 ozio improduttivo. \u00c8 un privilegio, ma nello stesso tempo anche una responsabilit\u00e0. Chi ha la possibilit\u00e0 di studiare deve utilizzare questo tempo per formare se stesso. In questo senso, l\u2019educazione diventa un atto di libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Conoscenza senza carattere<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 proprio a questo punto che il modello di Vergerio acquista una sorprendente attualit\u00e0. Oggi cadiamo spesso in una sorta di intellettualismo pedagogico, nella convinzione che la conoscenza, di per s\u00e9, renda l\u2019uomo migliore. Un gran numero di libri letti, esami impegnativi, titoli accademici e un\u2019enorme quantit\u00e0 di informazioni sembrerebbero quasi implicare automaticamente anche un progresso morale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Vergerio non condivide questa idea. Al contrario, dal suo testo emerge un chiaro ammonimento: l\u2019erudizione, da sola, non rende buono l\u2019uomo. Una persona corrotta pu\u00f2 persino utilizzare le proprie conoscenze per compiere il male in modo pi\u00f9 efficace. La conoscenza \u00e8 uno strumento, e il suo valore morale dipende dal carattere di chi la utilizza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Qui ci avviciniamo nuovamente ad Aristotele. Non basta sapere che cosa \u00e8 bene. La virt\u00f9 deve diventare una disposizione stabile. La filosofia morale pu\u00f2 indicarci la strada, ma il cammino dobbiamo percorrerlo noi stessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Da questo punto di vista, l\u2019ideale di Vergerio richiama anche l\u2019antica <em>kalokagathia<\/em> greca, l\u2019unione tra il bello e il buono, tra l\u2019armonia del corpo e la nobilt\u00e0 del carattere. Vergerio non pone direttamente questo concetto al centro della propria teoria, ma l\u2019importanza che attribuisce all\u2019educazione fisica, alla disciplina, alla dignit\u00e0 e alla virt\u00f9 morale si colloca in una pi\u00f9 ampia tradizione antica, nella quale l\u2019essere umano non pu\u00f2 essere semplicemente diviso in un corpo e in uno spirito separati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il corpo deve essere educato, perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 anche un essere corporeo. Secondo Vergerio, il lusso, l\u2019eccessiva comodit\u00e0 e la mollezza possono indebolire l\u2019uomo. La fatica, al contrario, lo fortifica. L\u2019educazione fisica non mira dunque soltanto alla bellezza del corpo, ma a preparare l\u2019uomo a una vita attiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Particolarmente significativo \u00e8 l\u2019esempio vergeriano di Socrate e dello specchio. Si racconta che Socrate consigliasse ai giovani di guardarsi allo specchio. Il giovane di bell\u2019aspetto avrebbe dovuto chiedersi se le proprie azioni fossero all\u2019altezza della bellezza del suo volto; chi invece non si considerava bello avrebbe dovuto compensare la propria imperfezione fisica attraverso la bellezza del carattere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Lo specchio, dunque, non serve al narcisismo, ma all\u2019esame di s\u00e9. L\u2019immagine esteriore diventa un\u2019occasione per interrogarsi sulla propria interiorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 l\u2019idea che un\u2019altra persona possa diventare una sorta di \u00abspecchio vivente\u00bb. L\u2019uomo virtuoso mostra agli altri, attraverso la propria vita, ci\u00f2 che essi potrebbero diventare. L\u2019educazione, quindi, non consiste soltanto nella trasmissione di regole. Ha bisogno anche di esempi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente importante durante la giovinezza. Vergerio la considera un\u2019et\u00e0 caratterizzata dall\u2019instabilit\u00e0, dalla <em>mobilitas<\/em>. Il giovane non possiede ancora un carattere solidamente formato ed \u00e8 quindi estremamente ricettivo tanto al bene quanto al male. La sua anima, se ricorriamo a un\u2019antica metafora pedagogica, \u00e8 simile a cera morbida, modellata dalle abitudini, dall\u2019ambiente e dagli esempi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se ricorriamo all\u2019immagine platonica del <em>Fedro<\/em>, possiamo paragonare l\u2019anima del giovane a un carro che deve essere guidato dall\u2019auriga della ragione, mentre i cavalli delle diverse inclinazioni lo trascinano in direzioni opposte. Non si tratta di una metafora propria di Vergerio, ma essa illustra bene un problema riconosciuto anche dalla pedagogia umanistica: l\u2019uomo deve ancora imparare a dominare i propri impulsi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La soluzione, quindi, non consiste nel ritenere che il giovane debba essere completamente lasciato a se stesso fin dall\u2019inizio. La libert\u00e0 \u00e8 il risultato dell\u2019educazione, non il suo contrario. Una certa misura di disciplina, di guida e di ripetizione delle buone azioni prepara gradualmente l\u2019individuo a non aver pi\u00f9 bisogno, in seguito, di un controllo esterno. Il paradosso dell\u2019educazione consiste proprio in questo: la disciplina iniziale rende possibile la successiva autonomia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un uomo al quale nessuno ha insegnato a governare i propri desideri non \u00e8 necessariamente libero. Pu\u00f2 essere semplicemente schiavo degli impulsi del momento.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019educazione come questione politica<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per Vergerio, l\u2019educazione non \u00e8 mai soltanto una questione privata dell\u2019individuo o della sua famiglia. Possiede anche una marcata dimensione politica. Cittadini ben educati sono il presupposto di una buona comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In una pi\u00f9 ampia prospettiva platonica, possiamo dire che la condizione dello Stato riflette quella degli uomini che lo compongono. Lo Stato non \u00e8 soltanto un insieme di leggi e istituzioni. Le leggi possono funzionare soltanto se esistono persone capaci di comprenderne il significato e di tenere sotto controllo i propri interessi particolari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per questo l\u2019educazione dei giovani \u00e8 un compito politico della massima importanza. Ci\u00f2 vale in modo particolare per quei giovani che, in virt\u00f9 della loro posizione sociale, potrebbero un giorno essere chiamati a ricoprire incarichi pubblici. Ubertino da Carrara era un giovane appartenente a una famiglia dominante, al quale Vergerio dedic\u00f2 la propria opera. La sua educazione non rappresenta soltanto un privilegio personale: le sue conseguenze riguardano anche gli altri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un buon governante deve essere anzitutto capace di governare se stesso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Quando l\u2019individuo non riconosce alcun criterio superiore al proprio desiderio del momento, anche la comunit\u00e0 comincia a disgregarsi in una moltitudine di interessi privati. Al posto del <em>bonum commune<\/em>, del bene comune, rimangono soltanto rivendicazioni individuali in competizione tra loro. In questo senso, la pedagogia di Vergerio possiede un carattere spiccatamente civile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo, tuttavia, non deve limitarsi allo studio. Vergerio mette in guardia anche dal pericolo di un eccessivo ripiegamento nel mondo dei libri. La vita umana possiede infatti tanto una dimensione contemplativa quanto una dimensione attiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Qui si inserisce nella classica distinzione tra <em>vita contemplativa<\/em> e <em>vita activa<\/em>, tra una vita dedicata alla riflessione e una vita rivolta all\u2019azione e all\u2019impegno pubblico. Il retroterra aristotelico \u00e8 evidente, anche se non dobbiamo attribuire a Vergerio una successiva e pi\u00f9 sistematica suddivisione delle facolt\u00e0 razionali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Pi\u00f9 precisamente, si pu\u00f2 dire che egli distingue tra una vita dedicata all\u2019<em>otium ac speculatio<\/em>, al tempo libero e alla contemplazione, e una vita legata all\u2019<em>actio negotiumque<\/em>, all\u2019azione e agli impegni pubblici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo colto non deve trascorrere tutta la propria vita rinchiuso nell\u2019erudizione. I libri devono prepararlo alla vita tra gli uomini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Qui acquista importanza la concezione aristotelica dell\u2019uomo come <em>zoon politikon<\/em>, come essere politico e sociale. L\u2019uomo non realizza pienamente se stesso nell\u2019isolamento. La sua virt\u00f9 deve manifestarsi nelle azioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per questo \u00e8 pericolosa anche una sorta di narcisismo dell\u2019erudito, una condizione nella quale l\u2019uomo accumula conoscenze soltanto per poter ammirare la propria cultura. Una persona del genere pu\u00f2 essere straordinariamente istruita e, nello stesso tempo, del tutto inutile alla comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019ideale di Vergerio \u00e8 diverso. L\u2019uomo deve trasferire nella vita la saggezza acquisita attraverso i libri. Il giusto giudizio deve tradursi in un giusto agire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Anche la temperanza, alla quale Vergerio attribuisce particolare importanza, va intesa in questo senso. Pi\u00f9 che con il termine <em>metriopatheia<\/em>, il suo ideale pu\u00f2 essere descritto con maggiore precisione attraverso i concetti latini di <em>temperantia<\/em> e <em>moderatio<\/em>. Non si tratta di eliminare completamente le passioni, ma di ordinarle e disciplinarle.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo non deve diventare un essere privo di desideri, sentimenti o coraggio. Al contrario, ha bisogno anche di forza d\u2019animo. Le sue emozioni devono per\u00f2 trovare posto all\u2019interno di un carattere ordinato e armonico. Un cittadino colto che, nel momento decisivo, si riveli incapace di agire \u00e8, in un certo senso, schiavo della propria erudizione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019essenza dell\u2019educazione consiste dunque in un lungo processo attraverso il quale l\u2019informazione si trasforma in carattere e la teoria in azione.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size: 14pt;\">Il giovane cavaliere di Carpaccio come immagine dell\u2019ideale umanistico<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In questo quadro si pu\u00f2 comprendere anche la scelta del dipinto di Carpaccio <em>Giovane cavaliere in un paesaggio<\/em> per la copertina. Il dipinto, naturalmente, non \u00e8 un\u2019illustrazione del trattato di Vergerio e la sua iconografia non pu\u00f2 essere ridotta a un\u2019unica interpretazione. L\u2019identit\u00e0 del giovane cavaliere e il significato preciso dei singoli simboli rimangono ancora oggetto di discussione nella storia dell\u2019arte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Tuttavia, come immagine di copertina, l\u2019opera pu\u00f2 essere interpretata alla luce dell\u2019ideale umanistico rinascimentale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il cavaliere si erge diritto e composto al centro di un paesaggio ricco e densamente simbolico. La sua postura non esprime passivit\u00e0, ma controllo e prontezza. In termini platonici, possiamo vedere in lui l\u2019immagine di un uomo che ha raggiunto un certo ordine interiore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il suo corpo non esprime mollezza, ma disciplina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In una lettura simbolica, l\u2019armatura pu\u00f2 dunque essere intesa in senso pi\u00f9 ampio rispetto alla sola protezione fisica. Pu\u00f2 diventare l\u2019immagine di un carattere formato. L\u2019<em>habitus<\/em> aristotelico indica proprio qualcosa di simile: l\u2019uomo non imita pi\u00f9 dall\u2019esterno un determinato modo di agire, perch\u00e9 quella disposizione \u00e8 ormai divenuta parte di lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo coraggioso non \u00abrecita\u00bb la parte del coraggioso. Il coraggio deve diventare una sua qualit\u00e0. Ogni esercizio, ogni decisione e ogni abitudine maturata negli anni si manifesta, nel momento del pericolo, come carattere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel dipinto assume particolare importanza il motto latino:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><em>Malo mori quam foedari.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In senso approssimativo: \u00abMeglio morire che essere disonorato\u00bb oppure \u00abMeglio morire che essere macchiato nell\u2019onore\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il motto esprime un ideale dell\u2019onore marcatamente aristocratico e cavalleresco. L\u2019onore viene posto persino al di sopra della mera conservazione biologica della vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un simile ideale \u00e8 molto vicino ad alcuni aspetti centrali della pedagogia di Vergerio. Anche per lui la vita ha valore nella misura in cui \u00e8 nobile e virtuosa. La mera durata dell\u2019esistenza non costituisce, di per s\u00e9, il valore pi\u00f9 alto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il disonore, quindi, non \u00e8 soltanto una questione di reputazione pubblica. Nell\u2019etica umanistica pu\u00f2 essere inteso anche come perdita dell\u2019integrit\u00e0 morale interiore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Vergerio individua un pericolo particolare nel lusso e nell\u2019eccessiva comodit\u00e0. Il lusso indebolisce il corpo e il carattere. Abitua l\u2019uomo a sottrarsi a ogni fatica. Lo sforzo, al contrario, lo fortifica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Chi ha trascorso l\u2019intera vita evitando ogni disagio difficilmente riuscir\u00e0 a mantenere la propria fermezza nel momento di un pericolo reale. Il corpo e il carattere hanno quindi bisogno di esercizio. La ragione, da sola, non basta, se l\u2019uomo non possiede anche la forza necessaria per agire conformemente ad essa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Qui l\u2019educazione fisica torna a intrecciarsi con quella morale. Il corpo deve essere capace di servire le decisioni dell\u2019uomo e non deve diventare il suo padrone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il fatto che Vergerio ponga una vita onorevole al di sopra di una vita semplicemente lunga pu\u00f2 richiamare anche la celebre scelta di Achille nell\u2019<em>Iliade<\/em> di Omero. Achille pu\u00f2 scegliere tra una vita lunga e priva di gloria oppure una vita breve destinata a procurargli una gloria immortale, il <em>kleos aphthiton<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Non \u00e8 necessario supporre che Vergerio faccia qui riferimento diretto a questo motivo omerico, ma il confronto \u00e8 significativo. In entrambi i casi, la qualit\u00e0 della vita viene posta al di sopra della sua mera durata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019umanista rinascimentale, naturalmente, non ripete semplicemente l\u2019etica eroica omerica, ma la rielabora. L\u2019onore viene collegato al carattere morale, all\u2019azione pubblica e al servizio della comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Torniamo cos\u00ec ancora una volta alla riflessione politica di matrice platonica: chi non sa governare se stesso difficilmente pu\u00f2 pretendere di governare legittimamente gli altri. Il tiranno platonico rappresenta l\u2019esempio pi\u00f9 evidente di questo paradosso. In apparenza dispone di un potere assoluto, ma in realt\u00e0 \u00e8 governato dai propri desideri. \u00c8 padrone sul piano politico e schiavo nella propria interiorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In questo senso, il giovane cavaliere di Carpaccio pu\u00f2 essere letto come immagine dell\u2019ideale degli studi liberali: un uomo libero proprio perch\u00e9 capace di governare se stesso.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-size: 14pt;\">Conoscenza e formazione del carattere<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se ci chiediamo se il fine ultimo dell\u2019educazione vergeriana sia la conoscenza o il carattere, la risposta non consiste in una semplice contrapposizione tra i due. La conoscenza \u00e8 necessaria, ma il suo significato pi\u00f9 alto risiede nella formazione dell\u2019uomo virtuoso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La via verso la virt\u00f9 passa attraverso la coltivazione della ragione, la conoscenza della storia, la filosofia morale, la letteratura e la retorica, ma tutto ci\u00f2 deve infine trasformarsi in un modo di vivere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Qui emerge la differenza fondamentale tra informazione e formazione. L\u2019uomo pu\u00f2 possedere delle informazioni senza esserne in alcun modo trasformato. La vera educazione, invece, forma l\u2019uomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Occorre inoltre tenere presente la differenza tra la concezione rinascimentale dell\u2019individuo e l\u2019individualismo moderno. L\u2019umanesimo rinascimentale attribu\u00ec grande importanza alla dignit\u00e0, alle capacit\u00e0, alla gloria e alla realizzazione dell\u2019individuo, e sarebbe quindi errato affermare che il singolo non avesse importanza. Il suo ideale educativo, tuttavia, possedeva al tempo stesso un carattere spiccatamente civile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo non sviluppa le proprie capacit\u00e0 soltanto in vista del successo personale. Al centro vi \u00e8 anche la <em>res publica<\/em>, la comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo aristotelico, in quanto <em>zoon politikon<\/em>, non pu\u00f2 realizzare pienamente la propria umanit\u00e0 al di fuori della comunit\u00e0. Le sue virt\u00f9 si manifestano nei rapporti con gli altri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Quando l\u2019individuo pone i propri interessi privati al di sopra di ogni criterio comune, si pu\u00f2 parlare anche del pericolo della <em>hybris<\/em>, quella tracotanza per cui l\u2019uomo non riconosce pi\u00f9 alcun limite.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La questione del carattere apre per\u00f2 un\u2019altra classica controversia filosofica: \u00e8 sufficiente sapere che cosa \u00e8 bene?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">A Socrate viene tradizionalmente attribuita una forma di intellettualismo etico. Il male sarebbe legato all\u2019ignoranza. Secondo questa interpretazione, chi sapesse veramente che cosa \u00e8 bene sceglierebbe anche di compiere il bene.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Aristotele presta maggiore attenzione al problema del carattere e della debolezza della volont\u00e0. L\u2019uomo pu\u00f2 sapere, a un certo livello, ci\u00f2 che dovrebbe fare e tuttavia non farlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si tratta di una correzione importante di ogni forma di ingenuo intellettualismo. Una persona pu\u00f2 comprendere teoricamente la giustizia, la temperanza o il coraggio e, allo stesso tempo, comportarsi in una situazione concreta in modo ingiusto, intemperante o codardo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Per questo l\u2019educazione morale non consiste soltanto nell\u2019insegnamento di regole. L\u2019uomo deve esercitarsi ad agire bene.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In questo senso, l\u2019importanza che Vergerio attribuisce allo studio va intesa come parte di un pi\u00f9 ampio processo di formazione dell\u2019uomo. Ubertino non viene educato per diventare un interlocutore brillante o un erudito collezionista di informazioni, ma per diventare un uomo capace di giudicare e di agire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019apprendimento, dunque, non \u00e8 limitato alla giovinezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Vergerio sottolinea l\u2019importanza dell\u2019educazione lungo tutto l\u2019arco della vita e cita esempi di uomini che continuarono a studiare anche in et\u00e0 avanzata. La conoscenza e la coltivazione morale di s\u00e9 non hanno un punto conclusivo chiaramente definito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo deve affinare per tutta la vita la propria capacit\u00e0 di giudizio. Se l\u2019educazione possiede una funzione politica e morale, anche l\u2019apprendimento permanente diventa una forma di responsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Chi desidera servire il <em>bonum commune<\/em>, il bene comune, non pu\u00f2 semplicemente presumere di essere diventato, a un certo punto, definitivamente saggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo \u00e8 sempre coinvolto in un processo di formazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Anche il legame che Vergerio stabilisce tra cultura e buon governo va compreso in questo contesto. La sua ammirazione per governanti colti e virtuosi pu\u00f2 essere accostata alla concezione platonica dei filosofi-governanti, senza tuttavia identificare completamente i due sistemi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La somiglianza essenziale si trova altrove: governare richiede una ragione e un carattere adeguatamente formati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019erudizione, da sola, non legittima ancora il potere. Ci\u00f2 che conta \u00e8 ci\u00f2 che la conoscenza ha fatto dell\u2019uomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Una giovent\u00f9 ben educata costituisce quindi il fondamento di una buona comunit\u00e0. Individui che hanno imparato a giudicare, a dominare le proprie passioni e a comprendere il bene comune possono contribuire alla costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 stabile. In assenza di una simile educazione, aumenta il rischio che gli interessi privati finiscano per prevalere completamente sul bene comune.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019intera pedagogia di Vergerio pu\u00f2 dunque essere riassunta nel legame tra il pensare rettamente, il parlare rettamente e l\u2019agire rettamente. L\u2019ideale vergeriano non \u00e8 semplicemente l\u2019uomo che sa parlare, ma l\u2019uomo nel quale giudizio, parola e azione sono tra loro coerenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La retorica priva di carattere pu\u00f2 trasformarsi in manipolazione. La conoscenza priva di carattere pu\u00f2 diventare uno strumento pi\u00f9 efficace del male. Un\u2019intenzione morale priva della ragione, invece, pu\u00f2 rimanere cieca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019educazione umanistica deve dunque unire tutti e tre questi livelli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019uomo deve saper giudicare ci\u00f2 che \u00e8 giusto; deve saper esprimere i propri pensieri con chiarezza e dignit\u00e0; soprattutto, deve essere capace di agire in conformit\u00e0 con il proprio giudizio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se l\u2019uomo dice una cosa e ne fa un\u2019altra, la sua personalit\u00e0 \u00e8 divisa. Se ricorriamo al termine politico greco <em>stasis<\/em>, che indica il conflitto interno, possiamo parlare metaforicamente di una sorta di guerra civile nell\u2019anima stessa dell\u2019uomo. La ragione afferma una cosa, il desiderio ne esige un\u2019altra e l\u2019azione ne segue una terza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019opposto di questa condizione \u00e8 l\u2019integrit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Proprio per questo anche il cavaliere di Carpaccio pu\u00f2 essere inteso come simbolo conclusivo dell\u2019intero ideale vergeriano. Non tiene in mano un trattato sul coraggio e non discute la definizione della virt\u00f9. \u00c8 la sua stessa postura a esprimere prontezza, disciplina e fermezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La virt\u00f9 \u00e8 passata dal libro al corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 questo il significato ultimo degli studi liberali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ci\u00f2 che l\u2019uomo apprende nel silenzio dello studio deve, prima o poi, essere portato nella piazza, nella societ\u00e0, nella politica e nelle concrete decisioni della vita. L\u2019educazione non si conclude quando l\u2019uomo impara a parlare correttamente del bene. Si compie soltanto quando diventa capace anche di vivere bene.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 proprio qui che possiamo riconoscere l\u2019ideale vergeriano dell\u2019uomo libero: non un uomo privo di limiti, ma un uomo che, attraverso la conoscenza, la disciplina, l\u2019abitudine e la virt\u00f9, \u00e8 diventato capace di governare se stesso. E soltanto chi sa governare se stesso pu\u00f2 essere veramente libero.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>TEDEJ SU\u0160ELJ<\/strong><\/span><\/p>\n<div class=\"fb-background-color\">\n\t\t\t  <div \n\t\t\t  \tclass = \"fb-comments\" \n\t\t\t  \tdata-href = \"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/2026\/09\/02\/peter-pavel-vergerij-st-in-njegovo-delo-o-plemenitih-navadah\/\"\n\t\t\t  \tdata-numposts = \"10\"\n\t\t\t  \tdata-lazy = \"true\"\n\t\t\t\tdata-colorscheme = \"light\"\n\t\t\t\tdata-order-by = \"social\"\n\t\t\t\tdata-mobile=true>\n\t\t\t  <\/div><\/div>\n\t\t  <style>\n\t\t    .fb-background-color {\n\t\t\t\tbackground:  !important;\n\t\t\t}\n\t\t\t.fb_iframe_widget_fluid_desktop iframe {\n\t\t\t    width: 100% !important;\n\t\t\t}\n\t\t  <\/style>\n\t\t  ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa significa educare e formare bene un giovane? \u00c8 una domanda che ci poniamo ancora oggi e che, pi\u00f9 di sei secoli fa, occupava gi\u00e0 Pier Paolo Vergerio il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":34474,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[547,592],"tags":[593,594],"class_list":["post-34537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogodki-it","category-domoznanski-veceri","tag-o-plemenitih-navadah","tag-peter-pavel-vergerij-st"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34537"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34539,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34537\/revisions\/34539"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kp.sik.si\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}