Martedì 14 aprile 2026, alle ore 18, nella Civica sala di lettura (Piazza Brolo 1) presenteremo la raccolta poetica 𝙜. 𝙄𝙣, opera prima di Martin Mikolič. Con lui dialogherà la bibliotecaria e comparatista Ana Jana Špiletič. La sua recensione della raccolta poetica è disponibile sul portale online: https://www.dobreknjige.si/knjige/g-in/
𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗻 𝗠𝗶𝗸𝗼𝗹𝗶𝗰̌ (1996), bibliotecario, poeta; nel tempo libero VJ, appassionato di tecnologia e LEGO, nonché clown.
Si è laureato con una tesi intitolata “Recepcija in motivi budizma v slovenski književnosti” presso il Dipartimento di Letteratura comparata e teoria letteraria della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lubiana.
Vive e lavora nella sua città natale, Capodistria, dove è anche direttore dell’istituto culturale ed educativo Trite, che funge da piattaforma multidisciplinare e casa editrice. Le sue poesie, spesso caratterizzate da una dimensione performativa e visiva, sono state pubblicate in riviste letterarie, antologie (tra cui Apokalipsa, bog si ga drka na nas) e altre sedi.
Si è laureato con una tesi intitolata “Recepcija in motivi budizma v slovenski književnosti” presso il Dipartimento di Letteratura comparata e teoria letteraria della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lubiana.
Vive e lavora nella sua città natale, Capodistria, dove è anche direttore dell’istituto culturale ed educativo Trite, che funge da piattaforma multidisciplinare e casa editrice. Le sue poesie, spesso caratterizzate da una dimensione performativa e visiva, sono state pubblicate in riviste letterarie, antologie (tra cui Apokalipsa, bog si ga drka na nas) e altre sedi.
“𝙜. 𝙄𝙣” (Zavod Trite, 2026) è l’opera poetica d’esordio di Martin Mikolič, sviluppata nell’arco di oltre un decennio: dalla scrittura delle prime poesie liceali al loro successivo smontaggio e ricomposizione nella forma attuale. I testi sono «spesso, pur trattandosi di poesia, definibili come racconti brevi.
E racconti ancora più brevi. Non di rado giochi di parole spiritosi che sfumano i confini tra sogno e realtà. In alcuni casi si tratta di più che brevi poesie, in altri di cicli composti da pochi versi. O da una sola parola. Spesso aforistici, come nella poesia Pogled skozi okno: “La morte la saluto come un’amica, te come la vita.”» (dalla postfazione di Josip Osti).

