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La storia “scritta” con gli occhi dei bambini

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Ognuno di noi ha bisogno del gioco per sviluppare mente e corpo, si gioca fin dalla tenera età, alcuni lo fanno per tutta la vita. I giocattoli esposti, risalgono al periodo precedente e successivo alla Seconda Guerra Mondiale, altri sono quelli dei giorni nostri, ad evocare ricordi dell’infanzia. Alla mostra, esposta la bambola con cui si è giocato e pettinato i capelli, l’orso che di notte ci ha tenuto compagnia, la bambola che ha suscitato la immaginazione e molti altri giocattoli e foto che ritraggono bambini con questi stessi giocattoli.

Genitori e adulti scelgono molto spesso per il loro bambino, un giocattolo, influenzati dai loro desideri non soddisfatti in giovane età. Se hanno un senso del valore e sono consapevoli dell’impatto educativo dei giocattoli, sceglieranno giochi che avranno un effetto positivo sullo sviluppo del bambino. La velocità di sviluppo di vari giocattoli, la grande produzione, l’eccessiva saturazione del mercato con  giocattoli elettronici e soprattutto le fatture commerciali non tengono conto dell’opinione degli esperti sull’idoneità o sull’inadeguatezza dei giocattoli e gli esperti rimangono impotenti con le loro valutazioni. Sono dell’opinione che la nobiltà dei giocattoli, la loro soluzione artistica, la lavorazione di qualità con buoni materiali, la sensazione che sia realizzato con un’anima che vive con la fantasia, siano decisivi nella scelta dei giocattoli che un bambino dovrebbe amareˮ, ha dichiarato il collezionista Janez Janežič.

Chi sono i collezionisti Marija e Janez Janežič

Marija e Janez Janežič di Capodistria, sono un’interessante coppia di collezionisti che ha dedicato l’intera vita a quasta raccolta. Insieme, da più di cinque decenni collezionano oggetti d’antiquariato inestimabili. Tra questi ci sono giocattoli antichi, poster, libri, bambole, ceramiche, dipinti, fotografie, documenti, oggetti etnologici, strumenti musicali, telefoni, radio e molto altro ancora.

Il signor Janez e sua moglie sono sempre stati interessati agli oggetti che la gente rifiutava: “Secondo me, ogni documento, disegno, pittura, oggetto etnologico, testimonianza personale, insomma, tutto ciò che conserva e dà identità alla nostra cultura va preservato per rafforzare la consapevolezza culturale delle personeˮ.

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La missione è quella di coinvolgere tutti coloro che sono consapevoli della necessità di preservare la cultura. E ciò non dovrebbere essere lasciato solo a musei ed istituzioni, dato che molta parte di oggetti interessanti è custodita nelle soffite delle persone. L’obiettivo principale è quello, attraverso varie mostre nel paese, di far amare e rispettare quei pezzi antichi che riflettono il nostro passato: ” Sono queste le nostre radici, l’eredità dei nostri avi, e a noi spetta mantenerle in vita”.

Oltre a collezionare oggetti d’antiquariato, la coppia Janežič si occupa anche di etnografia, filatelia, cartografia, fotografia, tecnologia, pittura, giocattoli, libri e radio. Vantano una delle più belle collezioni di latta, di vecchi giocattoli, di serrature, di maglieria e ricami del XIX secolo e oggettistica in vetro e porcellana.

Esposizione della collezione che riflette la vita delle persone in Istria

L’esposizione della collezione Janežič è principalmente legata all’Istria e alla cultura istriana, sia slovena che croata e italiana. In più di cinquant’anni di collezionismo si sono dedicati al ritrovamento, alla conservazione, alla manutenzione e al restauro di oggetti antichi.

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Alla domanda su quando sia nato il loro il desiderio di collezionare, il signor Janežič ha risposto che lo ha sentito fin da bambino: “È semplicemente una parte di me, fin da bambino mi piaceva collezionare oggetti e la mia collezione di francobolli era già allora ricca, a dieci anni ne avevo collezzionato dicimila pezzi. In quel periodo nacqua anche l’entusiasmo per il disegno.

 

Siete quindi invitati alla mostra di giocattoli, che abbiamo allestito per voi insieme a Marija e Janez Janežič alla Biblioteca centrale Srečko Vilhar. La collezione sarà esposta fino al 31 marzo.