
«I bambini che partecipano agli eventi culturali diventano adulti capaci di pensare in modo critico», ha dichiarato ieri la ministra della Cultura Asta Vrečko, durante la presentazione di un nuovo progetto che vede la collaborazione di cinque istituzioni slovene riunite in una rete, tra cui la Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria.
Con questo nuovo progetto dedicato all’educazione artistica e culturale, il Ministero della Cultura intende avvicinare nei prossimi anni un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi alla cultura. L’obiettivo è decentralizzare l’offerta culturale e renderla accessibile a tutte le fasce d’età in tutta la Slovenia, con particolare attenzione ai più giovani.
A garantire un programma ricco e diversificato sarà un consorzio di cinque istituzioni culturali, provenienti da altrettante regioni. Il progetto, del valore di 2,5 milioni di euro, finanziato anche attraverso i fondi di coesione europei, opererà come una rete di educazione artistica e culturale. Ciascuna delle cinque istituzioni si occuperà, nella propria regione, dell’organizzazione di un programma articolato e diversificato e del coinvolgimento del pubblico.
Oltre alla Biblioteca di Capodistria, fanno parte del consorzio, che opera sotto l’egida del Ministero della Cultura, l’Istituto Bunker di Lubiana, la Galleria d’Arte di Maribor, l’Istituto Novo mesto e il Museo regionale di Celje.
Ogni alunno o studente avrà la possibilità di accedere gratuitamente ad almeno tre diverse istituzioni culturali, dove potrà assistere a spettacoli teatrali, concerti, mostre museali e altri eventi culturali. Potrà inoltre partecipare a laboratori creativi guidati da artisti affermati, scoprire il patrimonio e il panorama culturale della propria regione e beneficiare di un accompagnamento specialistico nell’interpretazione delle opere d’arte, anche attraverso incontri e momenti di dialogo. I programmi saranno diversificati per generi e contenuti, con particolare attenzione all’inclusione di discipline artistiche tradizionalmente meno rappresentate.
I soggetti responsabili del progetto sono stati selezionati tramite un bando pubblico. La direttrice della Biblioteca di Capodistria, Luana Malec, accoglie con entusiasmo questa nuova sfida e opportunità, convinta che la cultura possa diventare una presenza ancora più diffusa e significativa nella vita quotidiana della regione Litoraneo-Carsica.
Il Ministero prevede che al progetto parteciperanno oltre ottomila bambini, insegnanti ed educatori, insieme a più di 80 istituzioni, enti e organizzazioni non governative.
Seguendo il modello delle scuole nella natura, spiega la responsabile dell’Istituto Bunker Alma Selimović, si sta valutando la possibilità di riunire diverse attività culturali in percorsi integrati, denominati «Scuole nella cultura».
«Ci auguriamo che tra quattro anni, alla conclusione del progetto, le scuole nella cultura diventino una componente altrettanto naturale del sistema scolastico ed educativo quanto lo sono oggi le scuole nella natura», ha aggiunto Alma Selimović. In una prima fase, il progetto si rivolgerà agli alunni dell’ultimo triennio della scuola primaria e agli studenti delle scuole secondarie superiori.
La ministra Vrečko ritiene che, grazie a programmi diversificati per contenuti e generi, sarà possibile valorizzare il lavoro di numerosi artisti e istituzioni che già operano in questo ambito. Il progetto contribuirà così ad affrontare alcune delle sfide contemporanee, come lo sviluppo delle competenze di lettura e dell’alfabetizzazione visiva.
La ministra auspica inoltre che l’iniziativa possa favorire un cambiamento anche nell’offerta delle attività extrascolastiche, grazie al coinvolgimento di numerose scuole, e arricchire al tempo stesso i programmi culturali delle istituzioni partecipanti.
Per ulteriori informazioni https://www.bunker.si/regijski-centri-kulturno-umetnostne-vzgoje/


