L’importanza del periodo istriano, in particolare quello capodistriano,
nella vita e nell’opera dello scrittore Vladimir Nazor
in occasione del 150° anniversario del Regio Istituto Magistrale di Capodistria
Mercoledì, 15 ottobre 2025, ore 18:00,
Civica Sala di Lettura della Biblioteca di Capodistria
Presentazione di Ines Cergol
In occasione del 150° anniversario della fondazione del Regio Istituto Magistrale Maschile di Capodistria, ricordiamo anche i professori che vi insegnarono. Tra quelli che non furono solo insegnanti, ma anche importanti studiosi e intellettuali si annovera lo scrittore croato Vladimir Nazor (1876–1949). Nazor trascorse il periodo più lungo e creativo della sua vita proprio in Istria. Aderì al programma della rinascita nazionale istriana e seppe trarre, dal patrimonio popolare, dal paesaggio e dalla vita quotidiana, numerosi spunti che inserì nei suoi scritti, sia per adulti che per bambini. Nella sua letteratura è presente anche il dialetto ciacavo istriano.
Presso il Regio Istituto Magistrale di Capodistria lavorò solo per due anni scolastici (1906-1908), ma ciononostante nella sua biobibliografia, Capodistria rimane un importante punto di riferimento su tre livelli: come luogo di residenza, dove per la prima volta prese coscienza delle tensioni sociali e nazionali, come luogo di creatività per aver scritto la sua prima poesia ciacava Il canto di Galjot e il suo racconto più famoso Veli Jože e infine come luogo di ambientazione del medesimo racconto.
A Capodistria, il grande scrittore croato è commemorato da una targa sul muro dell’atrio dell’attuale Ginnasio di Capodistria, dove si trovava anche il Regio Istituto Magistrale Maschile, e da una via a lui intitolata.

