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Esposizione Voga femminile… in piedi, gruppo di canottaggio femminile  Voga Veneta Pirano

Tra l’11 e il 31 gennaio, presso la Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria sarà allestita la mostra dal titolo Donne che vogano… in piedi, gruppo di canottaggio femminile Voga Veneta Pirano. Si tratta di un gruppo di donne che per il sesto anno consecutivo ripropone il tradizionale modo di voga veneziano sull’ormai dimenticata imbarcazione in legno »Caorlina«. Oggi vogano su un’ imbarcazione di legno, chiamata »topo«.

In seno alla Comunità italiana Giuseppe Tartini di Pirano opera il gruppo di canottaggio femminile Voga Veneta Pirano (VVP). Il gruppo fa riviverela tradizionale voga veneziana in piedi, che in passato era anche tipica delle nostre località costiere istriane. L’obiettivo è quello di preservare la tradizione dei nostri luoghi e promuovere la voga in piedi, presentando particolare attenzione alla cooperazione intergenerazionale, alla protezione del patrimonio naturale e culturale e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle imbarcazioni rispettose dell’ambiente.

Questo gruppo di donne si è già cimentato nella voga da Pirano a Capodistria e in un’occasione sino a Venezia, nel 2019 hanno potenziato la manifestazione di canottaggio Voga maxima, quando hanno attraversato la costa slovena insieme ai vogatori di Salvore sbarcando a Muggia. Hanno preso parte anche a regate a Dlan e a Betina sull’isola di Murter (Mortér) e alla famosa regata veneziana di 31 chilometri.

Il gruppo femminile di vogatorici è l’unico di questo tipo nel litorale sloveno, che voga su un natante, il »topo«, tradizionale imbarcazione veneziana a fondo piatto. Tali imbarcazioni erano presenti nel golfo fino agli anni ’70 essendo il modo di voga veneziano particolarmente adatto alla navigazione in lagune protette, così come in alto mare.

Sulla storia della voga alla veneta

La »Caorlina« è un’imbarcazione ideata dai veneziani ed è particolarmente adatta alla laguna veneta. Era un sistema impegnativo di trasportare merci da cui le donne non erano escluse. Noto nel Mediterraneo, ma è importante che anche gli sloveni lo abbiano rilevato. I pescherecci, tradizionalmente utilizzati per la pesca del tonno nella zona carsico-costiera slovena, vengono così adattati sul modello della »caorlina«. Inoltre, fino agli anni ’70, i piranesi utilizzavano l’imbarcazione in legno »topo«, con la quale trasportavano merci vogando in piedi. In questo modo, due o quattro contadini su questo tipo di natante potevano trasportare frutta e verdura a Pirano, Isola fino a Trieste, navigando anche sui fiumi e sulle coste dell’Adriatico settentrionale.

 

Il gruppo di canottaggio ripristina un’usanza a lungo dimenticata

Il gruppo fondato sei anni fa,  non immaginava come tale attività si sarebbe sviluppata, via via è diventata più ricca, più evidente ed stata inclusa  in eventi culturali, storici e sociali dell’area costiera di anno in anno. Le ragazze sono conosciute anche nei paesi limitrofi, attraverso il Forum AMMM, anche negli ambienti professionali del Mediterraneo. Nel gruppo ci sono ben 10 vogatrici, dai 25 ai 65 anni circa. Tra loro architetti, biologi, sociologi e professori, i cui obiettivi comuni sono, come già accennato, il rilancio di una tradizione dimenticata, le connessioni intergenerazionali, e soprattutto la sensibilizzazione alla tutela del mare e dei suoi “abitanti”.

Siete quindi invitati a visionare la mostra, che si svolgerà virtualmente sul nostro sito e sulle piattaforme Facebook e Instagram, le fotografie saranno comunque esposte nell’atrio della sede centrale della biblioteca.

Come ci hanno raccontato le vogatrici, la mostra è stata realizzata con il sostegno della CAN di Pirano nell’ambito del progetto Promozione del Patrimonio Immateriale in collaborazione con la Comunità Italiana Giuseppe Tartini di Pirano, ABBAKUM Istituto per il Paesaggio, la Cultura e l’Arte di Pirano e con il sostegno del Comune di Pirano.