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Nuovi scaffali e 300 nuovi libri per il carcere di Capodistria

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La Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria celebra il 70° anniversario della biblioteconomia pubblica slovena. In occasione del grande anniversario, oltre ad eventi e interessanti progetti, è stata adeguata la collezione di libri del carcere di Capodistria (Zavod za prestajanje kazni zapora Koper), dove oltre al fondo librario, che comprende più di 300 volumi, sono stati installati nuovi scaffali dedicati .

 »La collezione mobile della Biblioteca centrale di Srečko Vilhar di Capodistria è fruibile agli utenti di istituzioni, organizzazioni e altri istituti che hanno difficoltà a visitare la biblioteca autonomamente. È progettata per le esigenze della terapia occupazionale, all’interno della quale si svolgono diverse attività che promuovono l’indipendenza, la vita attiva, il divertimento e l’apprendimento costante e quindi influenzano la qualità della vita nell’istituto”, ha affermato il direttore della Biblioteca di Capodistria all’inaugurazione delle nuove scaffalature dedicate, nel carcere di Capodistria, David Runco.

I detenuti potranno prendere in prestito libri gratuitamente e senza alcuna formalità. Il fondo librario installato dalla biblioteca di Capodistria nel carcere comprende poco più di 300 volumi, tra i quali i detenuti troveranno letteratura principalmente in sloveno, italiano e inglese, oltre a libri di testo (sloveno, tedesco, inglese, italiano) e altra letteratura professionale popolare.

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“Siamo estremamente lieti che gli stessi detenuti abbiano, infatti, espresso il loro desiderio di una letteratura specializzata e libri di testo, con l’aiuto dei quali potranno imparare principalmente le lingue straniere”, ha affermato il direttore della Biblioteca centrale Srečko Vilhar.

D’accordo anche la direttrice del Carcere di Capodistria, Daniela Devčić, la quale sottolinea che, proprio per la particolarità dell’area interculturale in cui viviamo, nel carcere ci sono molti detenuti di lingua straniera, che preferiscono leggere libri in inglese, italiano e tedesco, ma amano anche imparare altre lingue, tra le quali lo sloveno è decisamente in testa.

Secondo Irena Vujanovič, consulente presso il carcere di Capodistria, ai detenuti piace leggere e, soprattutto, prendersi cura in modo esemplare della biblioteca, che contiene già più di 6.000 volumi.

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“Sono gli stessi detenuti a catalogare  i libri per poi riporli sugli scaffali. Abbiamo anche una bibliotecaria e nuovi scaffali nella nostra sala da tè, che ci sono stati donati dalla Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria. I detenuti traggono piacere da questo spazio per godersi la compagnia di un buon libro”, ha aggiunto Vujanovic.

Da ricordare che alla fine dello scorso anno, la Biblioteca centrale  Srečko Vilhar, con l’aiuto dei detenuti, ha pubblicato, un libro dedicato a non vedenti e ipovedenti, che è stato pubblicato in in 120 copie. L’adeguamento della biblioteca mobile  è solo un’ulteriore conferma dell’ottima collaborazione tra le due istituzioni.