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“La mia cicatrice, la mia vita” – una mostra che celebra la vita

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“Una persona sana ha mille desideri, una persona malata ne ha uno solo: guarire” recita un proverbio che vale la pena ricordare quando ci lasciamo sopraffare da innumerevoli piccole preoccupazioni.

La mostra fotografica “La mia cicatrice, la mia vita”, visitabile fino al 23 ottobre 2026 nell’Atrio della Biblioteca di Capodistria, ci parla delle cose essenziali. Della salute, della libertà e della vita. Della gratitudine che proviamo quando possiamo voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo della nostra vita.

La mostra presenta fotografie artistiche di persone che hanno ricevuto un trapianto d’organo e che hanno avuto il coraggio di mostrare le proprie cicatrici e, attraverso di esse, raccontare le proprie storie. L’autore delle fotografie è il rinomato fotografo Miran Juršič e al progetto hanno partecipato 11 persone trapiantate.

La mostra è nata dalla collaborazione tra l’Associazione slovena Transplant e l’Istituto Slovenia Transplant ed è stata presentata al pubblico per la prima volta in occasione della Giornata europea della donazione, il 7 ottobre 2022, nell’atrio del Centro medico universitario di Lubiana. La mostra è itinerante e viene ospitata in ospedali e altre istituzioni con l’obiettivo di sensibilizzare le persone e incoraggiarne il maggior numero possibile a dichiarare la propria volontà di donare gli organi.

La cicatrice lasciata da un trapianto non è soltanto il segno di un intervento chirurgico. È una storia di paura, attesa, coraggio, speranza e, soprattutto, di una nuova possibilità di vita. Ce lo ha raccontato all’inaugurazione della mostra Tanja Sambolec, insegnante in pensione di Pirano, che proprio il giorno del suo compleanno ha affrontato quest’anno un trapianto di fegato e, piena di gratitudine e con passo leggero, è entrata nella sua nuova vita.

“Vita è una parola così potente e per tutti noi che abbiamo ricevuto un organo trapiantato ha un significato ancora più profondo. Nell’Associazione slovena Transplant, attraverso diverse attività, sensibilizziamo sull’importanza della donazione degli organi e sosteniamo coloro che sono in attesa di un trapianto. Sappiamo quanto siano preziose le esperienze di chi ha già percorso questo cammino: dalla preparazione al trapianto, all’attesa di un organo, fino alla riabilitazione dopo l’intervento. Condividiamo le nostre esperienze e le nostre storie per sostenere e dare forza a chi sta affrontando un trapianto e magari proprio in questo momento sta aspettando quella telefonata che può rappresentare una nuova possibilità di vita. Anche noi, un tempo, avevamo un grande bisogno di avere accanto persone che, attraverso la propria esperienza, ci dessero forza e rendessero il nostro percorso più facile”, racconta Tanja Sambolec.

“Tutti noi che abbiamo ricevuto una nuova possibilità di vita amiamo profondamente la vita stessa. La nostra missione è raccontare ad alta voce la nostra storia e, se necessario, spogliarci e mostrare la nostra cicatrice. Questa cicatrice significa vita. Sì, proprio quella lunga linea ricucita ci mantiene in vita, noi che abbiamo ricevuto un organo. La cicatrice che abbiamo scelto di mostrare racconta una storia di paura, tristezza, rabbia e delusione. Ma allo stesso tempo è anche una storia di coraggio, di lotta per la vita, di speranza e di un immenso desiderio di vivere.”

Con questa mostra desiderano mostrare a tutti quanto sia fragile e preziosa la nostra vita. “Viviamo con orgoglio e con un’immensa gratitudine. Siamo grati di essere vivi. E viviamo proprio perché qualcuno ha scelto di diventare donatore o perché, dopo la sua morte, i suoi familiari hanno preso questa decisione. Una parte di qualcuno la cui vita si è conclusa continua ora a vivere in noi. La donazione è espressione di un amore profondo e incondizionato, che non ha nome né cognome, ma è più forte della morte.”

Il loro desiderio più profondo è che questa iniziativa, questo progetto che celebra la vita, possa aprire gli occhi delle persone e stimolare una riflessione su cosa significhi donare e sul perché sia così importante che un numero sufficiente di persone esprima la propria volontà di diventare donatore. Il loro auspicio è che sempre più persone scelgano di farlo.

“In questo momento molte persone stanno aspettando una telefonata che cambierà la loro vita, una telefonata che le libererà dall’incertezza e dalla paura e permetterà loro di vivere una vita migliore grazie a un organo trapiantato. Ma senza organi donati tutto questo non è possibile. Il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso questa mostra è: ‘Diventa donatore e forse, un giorno, proprio grazie a te qualcuno potrà continuare a vivere!’”

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